martedì 23 agosto 2016

"Bang" partecipa a Short of the Year 2016



"Bang" è stato invitato a un'importante rassegna internazionale di short movie di Madrid: Short of the year.




domenica 21 agosto 2016

Identità



"Colui che non sa cos'è l'amore non sa chi è".

S.Agostino
































sabato 20 agosto 2016

Scrivendo a Brenda





L'epistolario tra Henry Miller e Brenda Venus, rappresenta un altro squarcio sul mondo dello scrittore Miller, ma anche sull'uomo, sull'artista, sul filosofo, sul mago di acquerelli. Sulla sua visione della vita, del sesso, della religione, della letteratura. In ogni spasmo d'estasi si coniugano terreno e divino, sacro e profano, concreto e astratto. Un poliedro luminoso di trame e di possibilità avvinte in un amore sconfinato per quel solo istante, con tutta la sua poetica e unicità. Contagioso! La passione evinta dalle lettere parla di un apparato interiore complesso, ma nello stesso tempo accessibile, per chi abbia la sintonia alla percezione delle sue principali coordinate, a quel particolare tocco fluido e segreto da imprimere all'esistenza di quell'attimo. Un apparato che ha nella sua armonia il mistero costante della dissonanza. 
Ho incontrato per la prima volta il mondo di Miller a circa quindici anni di età. Ero da solo, nella mia casa al mare, con le persiane già abbassate per buona metà, in attesa che degli amici più grandi venissero a prendermi per portarmi con loro, in alcune spiagge lontane da quella che frequentavo abitualmente. Nella loro attesa cominciai il libro, "Tropico del cancro" iniziandomi a un percorso che dalla penombra di quel mattino estivo non mi ha più lasciato. 
E dentro queste lettere, nonostante i suoi 84 anni e le sue malattie, Miller non sacrifica nulla della sua capacità di dare, del suo ardore e della sua trascinante intensità, che travalica tempo, regole e convenzioni di sorta. Come accade all'amore, quando è vero.

Tra i vari momenti di questo lungo tragitto, ve n'è uno molto bello sull'arte e sulla scrittura, che mi ha avvinto e convinto all'istante, della sua potenza e genuinità, quanto della sua tremenda verità.
Eccone uno stralcio, da una lettera di Henry Miller a Brenda Venus del 25 aprile 1978:

"Una delle prime cose di cui devi renderti conto, se sei un'artista seria, è che l'arte non ha regole. Tutte le altre cose sotto il sole ne hanno, ma l'arte no. Con l'arte sei libera, purché tu obbedisca agli ordini del tuo cuore, non a quelli della mente. (Sai niente del movimento dadaista?  Fu un fatto straordinario. Purtroppo non sfondò col pubblico. Aveva a che fare con "clown e angeli" e idioti, traditori, canaglie. Era come ridiventare bambini, ma bambini indisciplinati. [...]
[...] Torniamo alla faccenda dello scrivere...Brenda, la letteratura è come la musica, la pittura o qualsiasi altra arte. Devi essere sempre te stessa. Non significa che ne trarrai presto dei profitti. Troverai anzi tutte le tagliole e le trappole che hai conosciuto alla TV. In ogni campo, si tratti di arte, d'amore o che so io, ha un certo peso il caso, un peso piuttosto grande, direi. Impara a coltivare il caso, a riconoscerlo a prima vista. Non assillare il tuo astrologo. Impara a conoscere il tuo cuore e la tua mente. Segui i tuoi istinti. E ricordati (ma sono sicuro che te ne ricordi!) che il successo esige sacrifici. Il successo, che pure sembra essere l'obiettivo, è il tuo maggior nemico. Direi: Non cercare di essere il numero 1, sii semplicemente ciò che sei. Siilo pienamente e costantemente. Be', eccoti servita". [...]
























giovedì 18 agosto 2016

Dappertutto l'anima violata grida:


L'artiglio di Guido Ceronetti, sempre sommerso in un'esattezza spietata e sanguigna, dal capitolo Dolore- Tempo- Thanatos:  la donna in tre immagini (L'occhiale malinconico):

"Benedette le età che conobbero il lume delle candele, i corpi nudi rischiarati dalla fiamma illuminés par l'ardeur du charbon, in cui la donna si spogliava e si accendeva nel chiarore di una luce viva che aveva la forma e il mistero dell'occhio umano. Qualsiasi luce elettrica è uno sfregio di rasoio sul mettersi a nudo di un corpo desiderabile; è il chiaroscuro animato, la luce vacillante l'abito aureolare della donna che si spoglia. C'è subito bruciore di stupro intorno a un corpo che si denuda in una lametta di luce artificiale, con gli alti voltaggi è quasi assassinio e i fasci diretti dei riflettori sui culami esposti, negli spogliarelli e nei si gira del miserabile Cinema, sono bollature veterinarie del mattatoio sadista. Dappertutto l'anima violata grida...".
































mercoledì 10 agosto 2016

"La compagna di classe" nel percorso cinema di ARTEr.i.e.






"La compagna di classe" sarà proiettato sabato 3 settembre 2016 alle ore 21.00, all'interno del Percorso Cinema della manifestazione ARTEr.i.e, rassegna di ipotesi espressive, che si svolge ogni anno, dall'inizio di settembre, a Cantalupo in Sabina, attirando più di 3.500 visitatori a sera.
In alto: la locandina ufficiale del film.
In basso: due momenti della manifestazione di ARTEr.i.e.
























martedì 9 agosto 2016

Come dire


Da una bellissima introduzione di Guido Bezzola alla raccolta "Un giorno di fuoco" di Beppe Fenoglio, uno stralcio significativo,  che mi ha molto colpito:

"Come dire – ed è vecchia constatazione – che non tanto le avventure, i casi straordinari contano, quanto l'intensità, l'attenzione, la sensibilità con cui si sanno captare e fare propri i fatti in genere, a qualsiasi caso appartengano".































mercoledì 3 agosto 2016

A Gino


Dal tuo passo d'alba
in maniche di camicia
hai scandito di calma
una mia giovinezza;
dalle finestre alte
della tua casa in penombra  
il parco boschivo,
il silenzio, la sera,
l'orario azzurrato dei treni –
verso la stazione* o bruma di confine
tra la Val Pusteria e la Drautalbahn –,
ma persino la tua resa leggera
per questa schiusa all'imbrunire,
dove storni la mezzanotte
del tuo scontento kantiano
in un frammento di Pascal.

*Stazione ferroviaria internazionale di S.Candido (Bz)