giovedì 11 maggio 2017

Ore 17:32






17:32. Era questo l'orario di un biglietto del pullman marcato poco più di cinque anni fa: ventisette marzo 2012, con cui qualcuno avrà viaggiato per un tratto, utilizzandolo poi da segnalibro, lasciandolo tra le pagine di un bellissimo saggio su Flaubert e Madame Bovary. Trattasi de "L'orgia perpetua", di Mario Vargas Llosa. Una splendida prima edizione italiana, del 1986, che cercavo da tempo, entrata in mio possesso, con mia grande emozione, solo nel pomeriggio di ieri – se non fosse per quel biglietto nemmeno mi sarei accorto che il libro era usato. Quel titolo di viaggio scaduto da anni ho deciso di riutilizzarlo in un mio tempo di vita e solo per questa nuova avventura, usandolo come segnalibro in sostituzione di quelli a cui tengo di più e che di tanto in tanto alterno tra le mie frequenti letture e riletture in cartaceo.  Una sorta di piccolo valore aggiunto per un altro viaggio, che durante una lettura serale potrà farmi pensare al passaggio e al miraggio del tempo, tra la finzione, l'eleganza e l'irrealtà della vita, come è quella di chi legge e di chi scrive con un biglietto scaduto. 





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